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Cocktail ClassiciFacile

Last Word

Il Last Word è stato creato al Detroit Athletic Club durante il Proibizionismo e poi dimenticato per decenni finché il bartender Murray Stenson non lo riscoprì al Zig Zag Cafe di Seattle nel 2004. La sua formula a parti uguali di gin, Green Chartreuse, liquore maraschino e lime crea un cocktail perfettamente bilanciato che è allo stesso tempo erbaceo, dolce e agrumato. Da allora ha ispirato decine di variazioni.

Il Last Word rappresenta una delle storie di resurrezione più straordinarie nella storia della cocktail art. Questo cocktail perfettamente bilanciato a parti uguali scomparve nell'oscurità dopo il Proibizionismo, solo per essere drammaticamente riscoperto decenni dopo e scatenare un rinascimento moderno dei cocktail. Con la sua combinazione unica di gin, Green Chartreuse, liquore maraschino e succo di lime, il Last Word offre una miscela impossibilmente armoniosa di complessità erbacee, dolcezza sottile e agrumi brillanti che ha conquistato bartender e appassionati di cocktail in tutto il mondo. La sua formula semplice nasconde il suo profilo aromatico sofisticato, rendendolo sia accessibile per i bartender casalinghi che infinitamente ispirante per i professionisti che cercano di creare variazioni sul suo tema senza tempo.

3 min
4 oz
🥃Coppetta
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Last Word cocktail served in a Coppetta

📝 Ingredienti

Unità:
Porzioni:

Guarnizione: Rondella di lime o ciliegia candita

👨‍🍳 Istruzioni

  1. Combinare il gin, Green Chartreuse, liquore maraschino e succo di lime fresco in uno shaker pieno di ghiaccio.

  2. Shakerare vigorosamente per 12-15 secondi fino a quando non è ben raffreddato.

  3. Filtrare finemente in una coppetta ghiacciata.

  4. Guarnire facoltativamente con una rondella di lime o una ciliegia candita. Servire immediatamente.

Profilo Aromatico

ErbeAgrumatoDolce

Strumenti Necessari

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💡 Consigli dell'Esperto

  • 1

    Utilizzare un gin London Dry di alta qualità con note di ginepro pronunciate per reggere il confronto con il potente Green Chartreuse - Plymouth o Tanqueray funzionano eccezionalmente bene

  • 2

    Investire nell'autentico liquore maraschino Luxardo piuttosto che nei sostituti - le sue complesse note di ciliegia e mandorla sono insostituibili in questa ricetta

  • 3

    Il succo di lime fresco è assolutamente fondamentale - il succo in bottiglia comprometterà completamente il delicato equilibrio di questo cocktail a parti uguali

  • 4

    Filtrare doppio il cocktail per garantire una consistenza perfettamente liscia, poiché il Green Chartreuse può talvolta lasciare piccole particelle

  • 5

    Raffreddare accuratamente la coppetta in anticipo - il Last Word si serve al meglio ghiacciato per evidenziare la sua complessità erbaceo

📜 Storia e Origine

Il viaggio del Last Word iniziò negli anni '20 al prestigioso Detroit Athletic Club, dove abbelliva i menu dei cocktail durante l'apogeo del Proibizionismo. Come molti cocktail dell'era pre-Proibizionismo, svanì dalla memoria collettiva quando i gusti si spostarono verso drink più semplici nell'era del dopoguerra. Per quasi otto decenni, questo gioiello rimase sepolto in manuali di cocktail impolverati, apparentemente perduto per sempre. Il miracoloso secondo atto del cocktail iniziò nel 2004 quando Murray Stenson, bartender del leggendario Zig Zag Cafe di Seattle, si imbatté nella ricetta nel libro di Ted Saucier del 1951 'Bottoms Up'. Incuriosito dalla sua insolita formula a parti uguali e dagli ingredienti esotici, Stenson decise di ricrearla. Il risultato fu niente meno che rivoluzionario. La rinascita del Last Word coincise perfettamente con il rinascimento dei cocktail artigianali, e la sua complessa interazione di sapori catturò l'immaginazione di una nuova generazione di bartender. La popolarità del cocktail esplose, ispirando innumerevoli variazioni e rivisitazioni che continuano ad apparire nei menu di tutto il mondo, cementando il suo status di classico moderno.

Domande Frequenti

Che sapore ha un Last Word?

Il Last Word ha un profilo di sapore herbal, citrusy, sweet. Il Last Word è stato creato al Detroit Athletic Club durante il Proibizionismo e poi dimenticato per decenni finché il bartender Murray Stenson non lo riscoprì al Zig Zag Cafe di Seattle nel 2004. La sua formula a parti uguali di gin, Green Chartreuse, liquore maraschino e lime crea un cocktail perfettamente bilanciato che è allo stesso tempo erbaceo, dolce e agrumato. Da allora ha ispirato decine di variazioni.

Quali ingredienti mi servono per un Last Word?

Un Last Word richiede 4 ingredienti: London Dry Gin, Liquore Maraschino, Green Chartreuse, Succo di Lime Fresco.

Quanto tempo ci vuole per preparare un Last Word?

Un Last Word richiede circa 3 minuti di preparazione ed è considerato di difficoltà easy.

Quale bicchiere dovrei usare per un Last Word?

Un Last Word viene tradizionalmente servito in un Coppetta, guarnito con Rondella di lime o ciliegia candita.

Posso preparare una versione analcolica di un Last Word?

Sì, puoi preparare una versione mocktail del Last Word sostituendo i liquori con alternative analcoliche come seedlip, distillati analcolici o sciroppi e succhi aromatizzati che imitano il profilo di sapore originale.

Qual è la storia del Last Word?

Il viaggio del Last Word iniziò negli anni '20 al prestigioso Detroit Athletic Club, dove abbelliva i menu dei cocktail durante l'apogeo del Proibizionismo. Come molti cocktail dell'era pre-Proibizionismo, svanì dalla memoria collettiva quando i gusti si spostarono verso drink più semplici nell'era del dopoguerra. Per quasi otto decenni, questo gioiello rimase sepolto in manuali di cocktail impolverati, apparentemente perduto per sempre. Il miracoloso secondo atto del cocktail iniziò nel 2004 quando Murray Stenson, bartender del leggendario Zig Zag Cafe di Seattle, si imbatté nella ricetta nel libro di Ted Saucier del 1951 'Bottoms Up'. Incuriosito dalla sua insolita formula a parti uguali e dagli ingredienti esotici, Stenson decise di ricrearla. Il risultato fu niente meno che rivoluzionario. La rinascita del Last Word coincise perfettamente con il rinascimento dei cocktail artigianali, e la sua complessa interazione di sapori catturò l'immaginazione di una nuova generazione di bartender. La popolarità del cocktail esplose, ispirando innumerevoli variazioni e rivisitazioni che continuano ad apparire nei menu di tutto il mondo, cementando il suo status di classico moderno.